FLOW BJJ MC #1

SHOULD I STAY OR SHOULD I GO?

L’incertezza di fare bene o sbagliare è sempre compagna di ogni atleta nel momento della gara. Sappiamo che tutto si gioca in pochi secondi ed un errore può costarci il campionato…ma quanto mantenerci fedeli  sempre e solo al nostro game plan può darci benefici e quanto può danneggiarci?

Immaginiamo questo scenario:

Sei in un campionato e stai lavorando dalla tua guardia preferita, qualunque essa sia, e stai provando tutti i tuoi attacchi, ma non stanno funzionando.

Il tuo avversario ti sta mettendo sotto pressione, ti chiude gli spazi, ti pressa per passarti…ma siete 0 a 0.

Mancano 2 minuti alla fine.

Siamo arrivati al punto, il dilemma di tutti gli atleti, “should I stay or should I go?” ovvero devo continuare nella stessa posizione, con la stessa strategia o devo rischiare, uscire dalla mia comfort zone e  provare qualcosa di diverso, una guardia che generalmente non faccio in allenamento?

Molto spesso il nostro cervello ci dice “ehy ehy ehy…aspetta se provi qualcosa che non fai solitamente rischi che in uno scramble il tuo avversario ti passi…e non voglio perdere, non davanti a tutti, poi la gente che dice?”.

Così seppur a livello inconscio il nostro cervello ci dice di non andare, di rimanere sul sicuro…cadendo nei 3 errori più grandi che un atleta possa fare:

  • Focalizzarsi sul risultato.
  • Avere paura del giudizio degli altri.
  • Paura costante di commettere errori.

Questo non farà altro che bloccarvi dove siete…e in una situazione del tipo “0 a 0” se tu decidi di continuare nella tua strategia capita spesso che il match finisce…e l’arbitro alza il braccio del tuo avversario.

La sensazione di frustrazione che ne consegue è molto forte.

Molto spesso in questa situazione le affermazioni che tutti noi pronunciamo sono del tipo “…meritavo di vincere io, ho attaccato di più, l’arbitro non capisce nulla…”.

Ma guardiamo da un punto di vista più maturo, prendiamoci le nostre responsabilità…non è un errore dell’arbitro, è stata una tua scelta utilizzare quella strategia, ma le strategie alcune volte funzionano altre volte no.

Quando non funzionano e non usciamo dalla nostra zona di conforto…la frustrazione diventa grande…perciò è sempre meglio scegliere di attaccare.

Immaginiamo ora uno scenario differente, in cui stiamo perdendo 2 a 0…e piuttosto che continuare a fare la nostra guardia decidiamo prenderci il rischio ad esempio di lasciare un varco per un passaggio e cerca un loopchoke.

Stiamo già perdendo 2 a 0, perdere 5 a 0 non cambia nulla…lo strangolamento può funzionare e farci vincere il match, oppure il nostro avversario può difenderlo in maniera efficace mantenendo il suo vantaggio o facendo altri punti, comunque portando a casa la vittoria, ma a quale risultato differente ci porta?

Sulla carta nessuno e nemmeno per i nostri “followers”.

Però possiamo abbandonare l’area di gara con la consapevolezza di aver tentato tutte le strade, sicuramente non è il risultato che volevamo, ma questo pensiero può donarci una pace interiore di aver perso lottando al nostro 100%, di non aver lasciato rimpianti sul tatami e se il nostro avversario è stato più bravo semplicemente dobbiamo affrontare la sconfitta in maniera matura e trarne spunto per cambiare il risultato della prossima gara.

Un detto della polizia militare brasiliana dice “se cair è melhor cair tirando” che possiamo tradurre “se dobbiamo cadere è meglio farlo sparando”.

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