3 STRATEGIE PER SUPERARE LA PAURA DI PERDERE

Ci sono molti errori che commettiamo costantemente quando gareggiamo che influenzano la nostra performance, uno dei più comuni è spostare il nostro focus sul risultato del campionato.

Appena pensiamo alla gara la nostra mente viaggia subito a “…e se perdo?” o “devo assolutamente vincere…”

Questo tipo di pensieri ci porta diretti al secondo grande errore, che consiste nell’avere paura di deludere gli altri:

” Non posso perdere…non voglio deludere gli atri”.

Tutte le volte che il nostro focus si sposta su qualcosa che non possiamo controllare, come il risultato della gara o cosa pensano gli altri, entriamo in un circolo che comincia con ansia, tensione muscolare, l’incapacità di lottare al meglio delle nostre capacità, sconfitta e conseguente frustrazione.

Così al prossimo campionato il circolo continua e scatta il pensiero ” l’ultima volta ho perso…sta volta devo vincere!” e cominciamo a metterci pressione da soli perciò via di nuovo ansia, tensione muscolare, incapacità di esprimersi al meglio delle nostre capacità e magari durante il match capita una situazione in cui dobbiamo rischiare e uscire dalla nostra comfort zone, provare qualcosa fuori dal nostro gioco, ma ci blocchiamo perchè veniamo assaliti dalla paura di commettere errori e qui il terzo errore:

“no no meglio non rischiare, rimaniamo nel mio gioco” e così perdiamo di nuovo…e di nuovo scatta la frustrazione.

Oggi quindi vediamo 3 strategie per migliorare il nostro approccio alla gara, questo non significa che con questi consigli tutto andrà per il verso giusto e non perderete più, ma possono aiutare a non perdere il nostro focus e esser più performanti:

ACCETTA CHE IL FALLIMENTO ACCADE

Come dice il motivatore W.H. “L’importante non è cosa ti accade, ma come tu reagisci agli eventi”.

Il fallimento non è solo accettabile, ma necessario per crescere.

La paura può forgiarci o distruggerci: può spingerci a crescere imparando dai nostri errori, migliorare le nostre carenze, diventare più resilienti, o può distruggerci instillando pensieri del tipo “sono stufo di perdere, non voglio più provare questa sensazione di frustrazione, questa ansia…basta!”.

Perciò bisogna accettare che le sconfitte accadono, non solo nel bjj, ma anche nella vita…più siamo preparati mentalmente, più siamo maturi emotivamente, più saremo capaci di incassare i duri colpi che la vita ci dà e trasformarli in lezioni per fare meglio.

LAVORA SU TE STESSO

“Lavora duro su te stesso più di quanto tu non faccia nel tuo lavoro” questo ci aiuterà a superare meglio tutti i nostri conflitti mentali interni, tutti i pensieri negativi. Esistono milioni di articoli, motivational, podcast o buoni vecchi libri che trattano argomenti come “avere più fiducia in se stessi” basta cercarli su google o youtube…si tratta solo di trovare il tempo da dedicarci e focalizzarci su una crescita emotiva. La mente va allenata quanto se non più del corpo.

ABBRACCIARE IL FALLIMENTO

La paura è lì, è inutile girarsi dall’altra parte…accettarla invece ci renderà più consapevoli e maturi.

La parola FEAR può essere vista in due modi

Forget Everything And Run = “basta non voglio avere ancora a che fare con ansia e frustrazione…”

Face Everything And Rise = accetta non solo le sfide che la vita ti mette davanti, ma che puoi cadere…e per quante volte cadi hai sempre buone gambe per rialzarti e riprendere a lottare.

Non lasciare che la paura domini la tua vita…non farti limitare da essa, non far si che ammazzi i tuoi sogni e la voglia di lavorare duro per realizzarli, non permettergli di essere lei l’ostacolo tra te e il conseguimento dei tuoi obbiettivi.

Il successo non è garantito, ma lasciarsi dominare dalla paura di perdere è il primo passo verso il fallimento.

Dai sempre il tuo 100%, focalizzati sulle tue tecniche, credi nel tuo gioco e in come ti sei allenato.

Credi sempre nel tuo potenziale e nella vittoria, infondo non esistono ostacoli che non puoi superare…e se pure perdessi trasforma la sconfitta nel primo passo verso la prossima vittoria.


SHOULD I STAY OR SHOULD I GO?

L’incertezza di fare bene o sbagliare è sempre compagna di ogni atleta nel momento della gara. Sappiamo che tutto si gioca in pochi secondi ed un errore può costarci il campionato…ma quanto mantenerci fedeli  sempre e solo al nostro game plan può darci benefici e quanto può danneggiarci?

Immaginiamo questo scenario:

Sei in un campionato e stai lavorando dalla tua guardia preferita, qualunque essa sia, e stai provando tutti i tuoi attacchi, ma non stanno funzionando.

Il tuo avversario ti sta mettendo sotto pressione, ti chiude gli spazi, ti pressa per passarti…ma siete 0 a 0.

Mancano 2 minuti alla fine.

Siamo arrivati al punto, il dilemma di tutti gli atleti, “should I stay or should I go?” ovvero devo continuare nella stessa posizione, con la stessa strategia o devo rischiare, uscire dalla mia comfort zone e  provare qualcosa di diverso, una guardia che generalmente non faccio in allenamento?

Molto spesso il nostro cervello ci dice “ehy ehy ehy…aspetta se provi qualcosa che non fai solitamente rischi che in uno scramble il tuo avversario ti passi…e non voglio perdere, non davanti a tutti, poi la gente che dice?”.

Così seppur a livello inconscio il nostro cervello ci dice di non andare, di rimanere sul sicuro…cadendo nei 3 errori più grandi che un atleta possa fare:

  • Focalizzarsi sul risultato.
  • Avere paura del giudizio degli altri.
  • Paura costante di commettere errori.

Questo non farà altro che bloccarvi dove siete…e in una situazione del tipo “0 a 0” se tu decidi di continuare nella tua strategia capita spesso che il match finisce…e l’arbitro alza il braccio del tuo avversario.

La sensazione di frustrazione che ne consegue è molto forte.

Molto spesso in questa situazione le affermazioni che tutti noi pronunciamo sono del tipo “…meritavo di vincere io, ho attaccato di più, l’arbitro non capisce nulla…”.

Ma guardiamo da un punto di vista più maturo, prendiamoci le nostre responsabilità…non è un errore dell’arbitro, è stata una tua scelta utilizzare quella strategia, ma le strategie alcune volte funzionano altre volte no.

Quando non funzionano e non usciamo dalla nostra zona di conforto…la frustrazione diventa grande…perciò è sempre meglio scegliere di attaccare.

Immaginiamo ora uno scenario differente, in cui stiamo perdendo 2 a 0…e piuttosto che continuare a fare la nostra guardia decidiamo prenderci il rischio ad esempio di lasciare un varco per un passaggio e cerca un loopchoke.

Stiamo già perdendo 2 a 0, perdere 5 a 0 non cambia nulla…lo strangolamento può funzionare e farci vincere il match, oppure il nostro avversario può difenderlo in maniera efficace mantenendo il suo vantaggio o facendo altri punti, comunque portando a casa la vittoria, ma a quale risultato differente ci porta?

Sulla carta nessuno e nemmeno per i nostri “followers”.

Però possiamo abbandonare l’area di gara con la consapevolezza di aver tentato tutte le strade, sicuramente non è il risultato che volevamo, ma questo pensiero può donarci una pace interiore di aver perso lottando al nostro 100%, di non aver lasciato rimpianti sul tatami e se il nostro avversario è stato più bravo semplicemente dobbiamo affrontare la sconfitta in maniera matura e trarne spunto per cambiare il risultato della prossima gara.

Un detto della polizia militare brasiliana dice “se cair è melhor cair tirando” che possiamo tradurre “se dobbiamo cadere è meglio farlo sparando”.